Flash back: quando e come è nata la tua scuola?
La nostra scuola è nata in seguito ad una collaborazione tra alcuni insegnanti di Orbetello e una delle prime scuole di lingua italiana per stranieri nata a Firenze nei primi anni ’80. Molto presto le nostre esperienze si sono saldamente intrecciate con quelle di numerose altre scuole di Firenze e di Roma, le città più vicine al nostro territorio, per andare poi a costituire rapporti sempre più frequenti con le università per Stranieri delle ispettive città e in particolare dell’Università per Stranieri di Siena, dove gli insegnanti si sono specializzati acquisendo ulteriori titoli specifici richiesti per questa professione.
Con questa sede universitaria abbiamo collaborato con programmi di integrazione destinati a studenti stranieri delle scuole pubbliche. C’era la necessità di insegnare le lingue straniere ai cittadini dell’Unione Europea che finalmente potevano trasferirsi da un Paese all’altro per varie ragioni professionali, di studio Universitario e non, o per passione verso il paese della lingua bersaglio e la cultura generale di quel paese, mettendo loro nelle condizioni, non solo di sopravvivere in un paese straniero, ma di sentirsene parte integrante diventandone attori sociali inclusi nella vita reale attraverso le loro abilità linguistiche primarie e secondarie complementari all’abilità nell’uso pragmatico della lingua autentica. In definitiva parlare la stessa lingua significa condividere emozioni, idee e diventare attori sociali propositivi anche in un paese straniero. Nel nostro caso parliamo della lingua e della cultura generale Italiana.
Ci sono voluti tanti sforzi e tanti tentativi portati avanti con il confronto serrato tra le altre scuole che nelle varie città d’Italia proliferavano, ma infine abbiamo realizzato che era arrivato il momento per attuare le nuove correnti pedagogiche e di pensiero che imponevano una profonda trasformazione nei metodi di insegnamento delle lingue straniere e nell’approccio alle differenti culture.
Così già nel 1985 nasce la nostra scuola a Orbetello. Ci siamo attrezzati per realizzare un sogno: insegnare la lingua italiana comunicando e trasmettendo la lingua e la cultura italiana attraverso una pluralità di approcci. Infine abbiamo privilegiato l’approccio che, dell’interazione costante e del principio di “Centralità dello studente”, ha fatto il centro pulsante di un sistema didattico-comunicativo che mette effettivamente al centro la personalità globale dello studente, il quale, pur dovendo esprimersi in una lingua straniera, lo fa senza mortificare il proprio stile comunicativo, ma conservando e potenziando la personale abilità espressiva. Cioè esprimendo in lingua italiana il patrimonio culturale già acquisito e connotato nel Paese di provenienza, ma aperto ad accogliere un altro codice linguistico stabilito in diverse strutture codificate secondo altre regole!
Un nuovo universo linguistico diverso, ma complementare a quello delle altre lingue conosciute dallo studente! Le regole della lingua Italiana.
Nel 1985 nasce la nostra scuola a Orbetello. Ci siamo attrezzati per realizzare un sogno: insegnare la lingua italiana comunicando e trasmettendo la lingua e la cultura italiana attraverso una pluralità di approcci.
— Maria Secchi
Presente: qual è una caratteristica specifica della tua scuola adesso, un tratto distintivo, un aspetto peculiare.
La nostra scuola si caratterizza per il concetto che un approccio alla lingua straniera non può prescindere dalla partecipazione attiva e costante dello studente alle attività di produzione della lingua stessa e che le modalità di realizzazione delle attività didattiche vanno sequenziate in modo da rispettare spazio e tempo di ciascuno studente.
Quindi, uno dei tratti distintivi della nostra scuola è la costituzione di piccolissime classi composte da 3-5 studenti al massimo, che abbiano un livello omogeneo di competenza linguistica. Solo se sono raccolti in piccolissimi gruppi, gli studenti hanno il tempo e lo spazio per potenziare le loro abilità linguistiche e per progettare esperienze di comunicazione autentica in classe che possano creare il presupposto per una interazione nella vita della comunità in cui matura l’apprendimento di quella lingua.
Inoltre dalla certezza che la lingua italiana è molto variegata e diversificata, in quanto può cambiare i toni, la musicalità e la semantica viaggiando da una regione all’altra del nostro “Bel Paese”, abbiamo acquisito, ormai da 20 anni, un altro tratto distintivo che è dato dalla possibilità che i nostri studenti facciano un’esperienza linguistico-culturale almeno in due regioni italiane.
Quindi abbiamo 2 sedi operative situate nei rispettivi centri storici di Orbetello, in Toscana e di Oristano, in Sardegna: due territori completamente separati ma allo stesso tempo uniti, oltre che dallo stesso concetto che anima entrambe le scuole (insegnare la lingua autentica attraverso la partecipazione diretta dello studente che diventa promotore di lingua viva); anche dal fatto che le due scuole sono inserite nel tessuto urbanistico dei rispettivi centri storici ricchi di tradizioni, arte e storia. Entrambe le città sono al centro di un sistema di parchi naturalistici e archeologici; di eco-sistemi tutelati come le lagune, di aree marine protette; di santuari marini includenti le isole vicine alle coste delle rispettive regioni (Sardegna e Toscana).
La nostra scuola, quindi, oltre a basarsi sul principio della “Centralità dello studente” nell’insegnamento della lingua e nella promozione di un sistema comunicativo proprio di ogni apprendente, promuove, attraverso l’interazione strategica tra studenti e tra gli studenti e le comunità territoriali, la premessa per una possibile inclusione socio-culturale.
In poche parole: comunicazione autentica; apertura verso le comunità intorno; conoscenza del territorio e immersione nella vita di tutti i giorni sono le parole chiave che permettono di capire il nostro sistema didattico globale.
Solo se sono raccolti in piccolissimi gruppi, gli studenti hanno il tempo e lo spazio per potenziare le loro abilità linguistiche e per progettare esperienze di comunicazione autentica
— Maria Secchi
Una parola italiana a cui sei particolarmente legata
“Mediterraneo”, dal latino “Mediterraneus”, cioè “Mare in mezzo alle Terre”, infatti, il “Mare Nostrum” è il fluido magico che lambisce le coste di tre continenti: Europa, Africa e l’Asia facilitandone i rapporti.
Il mare ha da sempre rappresentato il principale veicolo di comunicazione tra popoli di terre e continenti lontani. Quindi intendo la parola “Mediterraneo” come ponte che ha permesso alle antiche “Civiltà del Mare” di incontrarsi e comunicare, sebbene con idiomi diversi, vincendo la sfida della “estraneità” con la creazione di codici comunicativi comuni. La lingua latina e poi l’Italiano, nasce anche da questo formidabile esempio di collaborazione tra popoli diversi.
Da queste osservazioni nasce l’idea di chiamare la nostra scuola “Linguaterramare”.
Mediterraneo.Il mare ha da sempre rappresentato il principale veicolo di comunicazione tra popoli di terre e continenti lontani.
— Maria Secchi


