Flash back: quando e come è nata la tua scuola?
Il Centro Linguistico Italiano Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1966, all’epoca una delle prime scuole di italiano per stranieri.
La sede di Roma, con l’attuale gestione, parte invece esattamente trent’anni fa, nell’aprile del 1994. Nell’estate di quello stesso anno, mentre frequentavo un dottorato di ricerca, convinto di fare tutt’altro nella vita, dopo un mese di osservazione, ho iniziato ad insegnare nel centro che oggi dirigo.
Quella che era stata la mia esperienza di insegnante di scuola media e liceo si è così trasformata in una vera passione che, condivisa con i colleghi dell’epoca, si irrobustiva nel piacere di insegnare l’Italia e l’italianità: non solo a chi doveva imparare la lingua per lavoro, studio o inserirsi nella società romana, ma a tutti quegli studenti, giovani e meno giovani che volevano saperne di più della letteratura, della storia, dell’arte, del cibo e del vino, della musica, dello sport, delle tradizioni del nostro paese.
Eravamo tutti giovani laureati che ci trovavamo quasi per caso ad affrontare un arduo compito, quasi inconsapevoli della missione che ci veniva affidata.
Non esistevano ancora tutte le possibilità di formazione e gli strumenti didattici oggi a disposizione. Le parole di Dante, Petrarca, Manzoni imparate a scuola, insieme a quelle imparate in famiglia, o nelle nostre esperienze universitarie fuori da casa riempivano la valigia che ogni giorno aprivamo per far sì che quelle stesse parole uscissero ed una alla volta andassero a riempire gli orecchi e la bocca dei nostri studenti.
L’orgoglio e la volontà di essere ambasciatori del Made in Italy ci ha dato la forza di portare a scuola studenti da tutti e cinque i continenti, appartenenti a diverse esperienze di vita, con aspirazioni e sogni diversi.
La scuola si è popolata nel tempo di giovani che avrebbero frequentato le università italiane per diventare medici, architetti, ingegneri; o le accademie ed i conservatori per diventare artisti. Giovani seminaristi e novizie che si preparavano ad essere preti e suore per poi tornare nei loro paesi ad annunciare la buona novella. C’è chi si è conosciuto al CLIDA e poi ha continuato insieme sulla strada della vita.
Studenti diventati genitori hanno mandato i loro figli ad imparare l’italiano da noi; anche studenti che diventati insegnanti oggi portano o mandano i loro scolari ai corsi di italiano da noi.
Dopo trent’anni possiamo dire di aver raggiunto quello che era il nostro obiettivo, che continuiamo a perseguire con rinnovato impegno: insegnare una nuova lingua affinché chi la apprende sia in grado di usarla per comunicare, offrendo una chiave per la condivisione delle idee e per la comprensione reciproca.
Vogliamo favorire l’apprendimento della lingua italiana in un contesto multi-etnico, multi-culturale e multi-religioso, dove ciascuno studente si senta il benvenuto e possa seguire il proprio percorso individuale, partecipando ad un cammino comune con tutti gli altri studenti della scuola.
Mantenendo sempre un livello professionale, gli insegnanti riservano a tutti gli studenti un benvenuto familiare e una accoglienza amichevole che li accompagna dal momento dell’iscrizione fino al termine del corso di studi. I docenti sono anche impegnati nella promozione delle relazioni di amicizia tra studenti e nel porre le basi per il conseguimento dei traguardi di ciascuno.
Vogliamo favorire l’apprendimento della lingua italiana in un contesto multi-etnico, multi-culturale e multi-religioso, dove ciascuno studente si senta il benvenuto
— Fabrizio Fucile
Presente: qual è una caratteristica specifica della tua scuola adesso, un tratto distintivo, un aspetto peculiare.
Inutile dire che per essere una scuola con risultati vincenti bisogna prima essere famiglia accogliente; lo studente che passa un giorno o un anno nelle nostre aule deve sentirsi a casa, prima che a scuola.
Questo è quello che cerchiamo di fare costantemente con giovani e meno giovani, con quanti arrivano da paesi vicini e quanti invece attraversano un oceano per raggiungerci.
Ad ognuno di loro dedichiamo una cura particolare prestando attenzione all’esclusività dei minimi dettagli, sia nello studio che in quella che può essere la difficoltà di trovarsi lontani dai propri cari e dalla consuete abitudini.
Ci sforziamo sempre di tenere in considerazione gusti, necessità e preferenze di ogni singolo studente. Con questa attenzione e con un ricco programma di attività fuori dalla classe, lo studio si trasforma in un percorso coinvolgente grazie all’applicazione di un metodo stimolante ed efficace, arricchito da aspetti comunicativi, interattivi e ludici. Nessuno si sente solo e sa di poter contare su di noi
Lo studente che passa un giorno o un anno nelle nostre aule deve sentirsi a casa, prima che a scuola.
— Fabrizio Fucile
Una parola italiana a cui sei particolarmente legato
Ci sono due parole italiane a cui sono particolarmente legato. Una è Ciao!. Con questo saluto puoi entrare in sintonia con chiunque in ogni parte del mondo.
È diventato un saluto internazionale e nello stesso tempo un biglietto da visita per dire che sei italiano, che ti metti in ascolto dell’altro o che sei pronto a comunicare con lui.
Ciao è nato a Venezia, la città dove ho studiato e dove ho imparato ad amare la lingua, la letteratura, l’arte e la storia italiane.
L’altra è Bravo!. Un sincero ed accorato apprezzamento che come Ciao ha valicato i confini geografici e che dal mondo della musica è passato ad essere l’applauso affettuoso e appassionato per qualsiasi successo. Lo stesso successo che spero i nostri studenti abbiamo nella loro vita e carriera anche con l’aiuto della lingua che hanno imparato da noi.
Ciao!È diventato un saluto internazionale e nello stesso tempo un biglietto da visita per dire che sei italiano, che ti metti in ascolto dell’altro o che sei pronto a comunicare con lui.
— Fabrizio Fucile


